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La Pobbia 1850



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Bollino blu, in città aprono le trattorie doc



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A tavola con il bollino blu



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LA POBBIA



Locali Storici d'Italia 2004

LA POBBIA



Mangiare & Bere

LA POBBIA 1821



Guida ai ristoranti di Milano

NELLA VECCHIA STAZIONE DI SOSTA



Shopping Milano - n° 37 - settembre 2000

LA POBBIA



Civiltà del bere - anno XXIII - n° 10 - ottobre 1996

LA POBBIA MILANO



L'Italia nel piatto. Guida ai ristoranti regionali di Milano e dintorni

LA POBBIA



Mangiafoglio - 23 febbraio 2000

SI MANGIA ANCORA BENE A MILANO?



Milano Finanza

A TAVOLA NEL PIOPPETO



Busecca e cazzoeula

NELL'ANTICA TRATTORIA FUORI PORTA



Dal biscione alla lupa tra nebbie e soli

"LA POBBIA" ANTICA TRATTORIA MILANESE



Restaurants&More - n° 1 - giugno 1999

ANTICO RISTORANTE LA POBBIA

 

Locali Storici d'Italia

 

LA POBBIA
Titolari: Renato, Attilio, Roberto Anzaghi

Nell'ottocento, era osteria con alloggio e stallazzo in mezzo ai pioppi, da cui il nome "pobbia". Dal 1906, diventò anche golosa fermata e biglietteria della tramvia a vapore Milano-Gallarate. Oggi elegante ristorante, guidato dalla terza generazione della stessa famiglia, ha mantenuto la struttura originale con l'ampio giardino interno e le ricette della tradizione, tra risotti, pasta fresca, "rostisciada" e arrosti. Il libro delle firme raccoglie i nomi più belli dello spettacolo, della scienza e della moda di un secolo.

In the 19th century, it was an inn with lodgings and stalls out among the poplars - from which it tok its name; "pobbia". In 1906, it also became a gourmet stopping place and ticket office for the Milano-Gallarate steam-tram. Now an elegant restaurant run by the third generation of the same family, it has maintained its original structure with its large internal garden and continues to serve traditional recipes with risottos, fresh pasta, "rostisciada" and roast. The guest book contains a century's worth of great names in entertainment, science and fashion.

 

Mangiare & Bere

 

LA POBBIA 1821
Zona Certosa - rustico elegante - Cucina regionale lombarda

Pochi luoghi a Milano riescono ad abbinare fascino antico ed eleganza: La Pobbia vi aggiunge ottima cucina, grandi vini e seducenti angoli di intimità. 250 anni di storia, ma l'età del locale si comprende solo varcando la soglia e ammirando i soffitti a cassettone e le spesse mura che furono dell'antica stazione di cambio dei cavalli. Da quasi 80 anni la famiglia Anzaghi è qui e ha trasformato la trattoria di un tempo in raffinato ed elegante ristorante: belle verande sul giardino interno, spazi riservati (anche al primo piano) per cene d'affari, seducenti camini accesi d'inverno. L'estate tavoli all'aperto nel bel patio.
La cucina creatività, profumo di mare e tradizione. Lo chef Andrea Brattoli mantiene in equilibrio queste tre anime, garantendosi il favore di un pubblico che va dai dietetici businessmen agli impenitenti golosi. Antipasti: frittelle di gamberi e zucchine, tradizionale pan meino (il pane giallo lombardo) con lardo di Colonnata, ricotta salata e miele. Primi: risotti tradizionali e di mare, tagliolini con zucchine e scampi, spaghetti ai frutti di mare. Secondi: ossobuco con gremolada e funghi porcini, cotoletta alla milanese, rustìin negàa, stracotto, pesce di giornata in tutte le fogge. Dessert: ricca scelta di dolci maison, tra cui un meritatamente celebre zabaione caldo.
Cantina: carta dei vini ricca e ben articolata con presenza di rilievo anche all'estero.
Piatto e vino consigliato: Rustìin Negàa con Inferno della Valtellina.

 

Guida ai Ristoranti di Milano

 

La Pobbia un ristrorante Rustico-chic
NELLA VECCHIA STAZIONE DI SOSTA
Cucina regionale e raffinata, affidata dal 1825 alle sapienti mani della famiglia Anzaghi

E' uno dei ristoranti più antichi di Milano. La sua attività risale al 1821, come locanda di una stazione di sosta. Il nome lo deve al filare di pioppi che un tempo punteggiava l'ingresso del casolare. Oggi La Pobbia è tra i ristoranti più pregiati di Milano, elegante ed esclusivo, dall'ambiEnte trasformato in un rustico chic dalla Famiglia Anzaghi che lo ha in gestione dal 1825. La cucina è regionale e raffinata, con alternanze molto interessanti. Il menù è assai vasto: dai piatti d'ispirazione milanese come il risotto o l'ossobuco in gremolada con porcini o la tipica cotoletta, ai secondi a base di pesce come il branzino alle erbe aromatiche, il carpaccio di spada con polpa di granchio e insalatina. Durante la bella stagione si può godere del bellissimo giardino estivo che riempie di colori e profumi dolcissimi il patio. Da qui la vista è eccezionale, l'atmosfera di grande suggestione soprattutto di sera, quando l'aria si tinge di romanticismo e s'illumina di tante piccolissime candele. Ideale in estate, perché rappresenta un angolo di paradiso, dove trovare un po' di frescura e genuinità per la gola.

Classical and innovative
Refined restaurant, delightful botanic garden in the summer time and top quality ingredients. The Menu is large and comprehensive ranging from Lombard specialities to classical dishes and more creative inventions.

 

Shopping Milano - n° 37 - settembre 2000

La Pobbia
Via Gallarate, 92 Tel. 02.38006641 fax 02.38006641 Aperto 12-14.40 19.30 - 22.30 Chiuso domenica e il mese di Agosto Carte di credito: AE-BA-DC-EC-MC-V-CS-B.pos
Email: lapobbia@lapobbia.com


CUCINA MILANESE

Da antica locanda della posta ad elegante ristorante. La Pobbia vanta fin dal lontano 1821 una lunga tradizione nella storia della cucina milanese.

Gestita dal 1925 dalla famiglia Anzaghi, si distingue per l'atmosfera raffinata ed accogliente e per l'alto livello di una cucina che non delude mai. Pasta fatta in casa, pesce sempre freschissimo, materie prime di altissima qualità sono, insieme alla estrema professionalità e affabilità di Renato Anzaghi e dei nipoti Attilio e Roberto gli ingredienti che hanno decretato il successo di questo ristorante di grande tradizione.

Varie e curatissime le proposte che spaziano dalla più genuina tradizione lombarda (ossobuco in gremolata, costoletta alla milanese, rostitt negàa ...) a ricette d'alta cucina classica, a piatti più creativi, come il sorprendente "caldo di mare al pesto", le originali "pappardelle con zafferano e verdure", il raffinato "risotto con polpa di granchio e zucchine", la gustosa "orata con porcini e patate", il delicatissimo "sorbetto di cocco e fragola".

Eccellente la cantina con ampia scelta delle migliori etichette italiane e straniere. Il tutto in un ambiente piacevole e rilassante: d'estate si gode della frescura di un delizioso giardino interno, d'inverno della romantica suggestione di grandi grandi camini. Il ristorante dispone di salette riservate e di un'attrezzata sala riunioni.


MILANESE CUISINE

The La Pobbia, known for its traditional Milanese cuisine since 1821, has been managed by the Anzaghi family since 1925, serving the same exquisite cuisine in the same nice, friendly, refined atmosphere.

The wide variety of traditional dishes include the particular favorites ("ossobuco in gremolata", Milanese cutlet, and "rostitt negaa ").

Also included are the long-standing classic recipes, as well as the more creative type dishes, such as the exceptional "caldo di mare al pesto", the original "pappardelle" with saffron and greens, the refined rice with crab meat and zucchine, the delicious John Dory fish with "porcini" mushrooms and potatoes, and the very delicate coconut and strawberry sherbet.

The wine list provides a wide selection of all the best Italian and foreign wines.

The La Pobbia, with its very pleasant, relaxing atmosphere, also has a delightful internal garden for cool summer dining and large fireplaces for cosy wintertime dining. Private dining rooms are also available, as well as a fully-equipped meeting rooms.


 

Civiltà del bere - anno XXIII - n° 10 - ottobre 1996

È uno dei più antichi locali di Milano e uno dei pochi nei quali si possa mangiare all'aperto. Giusto ricarico sui vini.

"LA POBBIA" MILANO

Via Gallarate 92, tel. 02/38006641. Chiuso la domenica. Titolari: Renato Anzaghi e famiglia. Cuoco: Cristoforo Castagna. Sommelier: Egisto Guarnieri ed Attilio Anzaghi. Carta dei vini: circa 350 etichette. Spesa media: 75.000 lire, vini esclusi.

Guide: Espresso: 15/20, Michelin: segnalato, Guida Bell'Italia: segnalato.

C'è rimasto un solo pioppo a giustificare l'insegna; prima ce n'era un filare, quando qui sostavano carrozze e cavalli: è uno dei più antichi locali di Milano, da tre generazioni e tre quarti di secolo nelle mani della famiglia Anzaghi. Ambiente suggestivo, con il fiorito porticato estivo e le ampie sale invernali, e cucina di impronta classica, con menu sempre rinnovato e siglato dai famosi versi del Porta esaltanti le gioie della tavola. Risotti impeccabili e milanesi "col manico" si affiancano all'orata con carciofi, al pesce spada con mandorle e spumante ed al branzino alle erbe aromatiche. C'è insomma, oltre alla tradizione, anche molto buon pesce fresco: da non perdere, comunque, sono le paste fresche, il pàté maison, la Robespierre con porcini, il nodino e l'insalata di filetto scottato al balsamico. Dolci di classe con apposita carta, anche dei vini abbinabili.

Un'occhiata alla carta
II giovane Attilio e il sommelier Guarnieri tengono bene aggiornata la loro carta, estesa e ben rappresentativa. I ricarichi non superano mai il raddoppio. Così troviamo il Verdicchio di Jesi Coroncino a 23.000, il Morellino di Scansano Le Pupille a 20.000 e a 25.000 la Nosiola di Pravis, lo Chardonnay Stainhauser Haderbourg, il Gavi Vigne Alte II Vignale, il Tocai e la Malvasia di Pecorari e il Pinot grigio di Iercic.
Anche a 20.000 c'è del buono: La Molinara di Quintarelli, il Bardolino Classico di San Leone, il Santa Maddalena di Mayr, il Moscato d'Asti di Voerzio e il Grignolino d'Asti di Spertino.


 

L'Italia nel piatto
Guida ai ristoranti regionali di Milano e dintorni

La Pobbia
Indirizzo: via Gallarate 92, Milano
Telefono: 02.38006641
Coperti: 150
Orari: 12.00-14.30/19.30-22.30
Chiusura: domenica
Prezzo medio: Lire 75.000, Euro 38,2
Carte di credito: tutte



Questa antica trattoria milanese a gestione familiare offre dal 1821 un servizio impeccabile che unisce eleganza e cortesia del servizio ad un'ottima qualità del cibo. Si apre su una delle vie nevralgiche di Milano e anche se non è vicinissima al centro, vale certo la pena prendere la macchina per recarsi a degustare i piatti tipici milanesi in un posto così caratteristico, che se pur recentemente ristrutturato, non ha certo perso il fascino della storia che ha alte spalle.

All'ingresso veniamo accolti dai proprietari che ci conducono nelle ampie sale del ristorante; il locale è climatizzato, ma nei periodi estivi consigliamo di rinunciare al refrigerio dell'aria condizionata per degustare il pranzo nella splendida cornice del giardino interno, dove un caratteristico basso porticato in tegole circonda un prato molto suggestivo, ambientazione perfetta per un romantico pranzo di nozze.

Visto che ci troviamo a Milano, dove oltre a divertirsi si pensa spesso a lavorare, i gestori hanno pensato di attrezzare il proprio locale per accogliere pranzi e conferenze di lavoro; al piano superiore infatti troviamo una sala adibita a meeting di lavoro, con 35 posti, lavagna luminosa e proiettore; così una volta finita la riunione i clienti possono rigenerarsi gustando deliziosi piatti in un ambiente rilassante.

Fra le pietanze più tipiche abbiamo il risotto con ossibuchi, la cazzoeula, e lo zabaione alla milanese. Alla cucina tradizionale vengono affiancate anche portate di pesce freschissimo e di carne pregiata.

La ricca carta dei vini comprende sia nazionali che internazionali. È consigliata la prenotazione.



Mangiafoglio - 23 febbraio 2000

SI MANGIA ANCORA BENE A MILANO?

Ma come si mangia all'inizio del 2000 nella metropoli lombarda? Bene? Malino? È cara? Si mangia come una volta... No, tutto è cambiato... La tipicità di "quei" piatti non c'è più... E poi i prezzi...

Sussurri e grida: se ne sentono di tutti i colori. La verità forse, come al solito, sta nel mezzo. Certo, "bisogna conoscere", dice qualcuno. Sapere dove si va. Noi sappiamo dove andare, solo perché da anni andiamo a Milano. E siccome a Milano, presto o tardi, per lavoro, per affari, per amore o per turismo si finisce sempre per passare, eccoci a dare qualche consiglio, ben studiato s'intende, su dove trovare la buona cucina milanese-lombarda, ben fatta e proposta a prezzi non troppo esosi.

In città, ben distanti uno dall'altro, segnaliamo due insegne quasi "storiche", certamente note ai residenti, non care, e dove si trova sempre, oltre ad una cucina ineccepibile, un sorriso da parte di chi vi serve a tavola.
Perché il sorriso sta tornando... a tavola. Lo trovi quando entri, rimane per tutta la sosta al tavolo e grazie a Dio anche al momento del conto, mai eccessivo, in rapporto alla buona qualità.

Indichiamo allora La Pobbia ed Il Masuelli, due locali gestiti da anni e da generazioni dalle stesse famiglie, con costanza ed impegno veramente lodevoli. Alla Pobbia mi portò anni fa Gianfranco Funari per gustare un ottimo risotto (attenzione: c'è ancora); ci sono tornato anche di recente, con massima soddisfazione: Renato Anzaghi è un patron giovane di spirito e di stampo antico, i nipoti Roberto ed Attilio (che cura benissimo anche la cantina) hanno ben appreso la lezione: un trio, gli Anzaghi, che vi faranno star bene.

Un altro trio familiare, perfetto e sulla cresta dell'onda, è quello dei Masuelli, da anni e generazioni nel loro bei locale di Porta Vittoria: Pino, Tina la Cuoca, ed il loro figlio Max. Ci andavo da giovane giornalista, ci tomo ancora con massima soddisfazione. Fanno questi Masuelli, tante cose buone ma c'è anche un menù calendariale fisso. Eccolo: lunedì sera, bollito misto con tre ottime salse; martedì, mondeghili, cioè squisite polpettine di carne; mercoledì, trippa alla milanese con fagioli e la piemontese "bagna caoda"; giovedì, cassoeula; venerdì, merluzzo in umido con polenta o fritto con cipollotti croccanti; sabato ancora bagna caoda, stracotto al Barolo o cotechino con verza. Domenica Panino o partire, perché anche la Pobbia è chiusa: questo del ristorante domenicale a Milano, è un vero problema; ne riparleremo...


 

Milano Finanza

A TAVOLA NEL PIOPPETO

La prima sorpresa è che a Milano, nella periferica via Gallarate, fiancheggiata da capannoni industriali e anonimi condominii, una ex-locanda con stallaggio di fine '700 sia rimasta incolume, in un paesaggio urbano di tumultuoso e disordinato sviluppo edilizio, e sia stata anzi restaurata e ampliata con gusto attento e sorvegliato. La seconda sorpresa è di scoprire che questo locale d'inattesa eleganza, ma piuttosto lontano dal centro, sia oggi uno dei più frequentati ristoranti d'affari della capitale lombarda.

Si chiama La Pobbia, che in dialetto meneghino vuoi dire il pioppeto: una denominazione rimasta dai tempi in cui la vicina sopraelevata che porta alle autostrade del Nord non se la sognava nessuno, e arrivare a Gallarate era un lungo viaggio: a chi lo affrontava, l'osteria offriva ombra e ristoro con il suo boschetto di pioppi. Ma anche adesso, assediata com'è dal cemento e dall'asfalto, La Pobbia ha saputo rimanere un'oasi silenziosa e tranquilla, con un fresco giardino interno circondato da un patio, alla cui ombra i clienti pranzano d'estate.

A frequentare abitualmente il locale sono soprattutto i manager delle aziende importatrici d'automobili che sorgono numerose nel quartiere: Peugeot, Seat, Mitsubishi, Mercedes, Citroen. Anche Luigi Koelliker, il figlio di Bepi, importatore storico delle Jaguar in Italia, vi si fa vedere di tanto in tanto. "Ma solo nelle pause della dieta a cui si è sottoposto", dice scherzando Renato Anzaghi, titolare del locale con il fratello Eugenio. La zona pullula di piccole, medie e grandi aziende, i cui proprietari, amministratori e dirigenti sono soliti servirsi della Pobbia per le loro colazioni di lavoro con collaboratori e clienti. Gli Anzaghi, che li conoscono da anni uno per uno, hanno un solo problema: quello di smistare i concorrenti diretti in zone diverse del ristorante, in modo che non s'incontrino. Di spazio ne hanno parecchio a disposizione, articolato in sale e salette, e quindi l'operazione non presenta difficoltà.

Al contrario di quel che avviene in quasi tutti i locali di Milano, qui il 70% delle presenze c'è all'ora di pranzo: la sera il ristorante lavora molto, ma non al ritmo del mezzogiorno. D'altronde, la Pobbia offre un ambiente di prestigio e una cucina sicura non 'solo agli uomini d'affari del quartiere, ma a tutti coloro che per un incontro a tavola di speciale riservatezza cercano un locale defilato senza allontanarsi troppo dal centro. "Spesso una delle sale ci viene richiesta anche per meeting e incontri con la stampa", spiega Renato Anzaghi, "per cui abbiamo deciso di installare le attrezzature necessarie, dalla lavagna luminosa all'impianto di proiezione diapositive, per poter fornire un servizio completo anche su questo fronte".

Come può essere, la cucina d'un ristorante che esiste ininterrottamente da 220 anni e che da 70 è gestito dalla stessa famiglia? Ispirata alla tradizione regionale, naturalmente. Ma con i necessari aggiornamenti. L'ossobuco in gremolada e la cotoletta alla milanese, perciò, non mancano mai in menù, ai risotti è dedicato addirittura un elenco particolare, e d'inverno trionfano cassoeula e polenta.

Ma d'estate lo chef Davide Cavagni si concede numerose escursioni fuori zona con pesci, molluschi e crostacei, che hanno parecchio successo: l'antipasto più richiesto, per esempio, sono le capesante gratinate. La cucina ittica è proposta in elaborazioni molto semplici (per sottolineare l'assoluta freschezza del pesce), privilegiando la cottura alla brace, che del resto è una specialità della casa anche per i piatti di carne.

Molto gettonati, in questa stagione, i funghi porcini, che sono in menu dall'antipasto (con le code di scampi) ai primi i piatti (nel risotto o con gli gnocchetti di patate), sia per accompagnare il carpaccio o l'ossobuco sia da soli (alla genovese, impanati, in insalata). Eccellente selezione di vini (e con ricarichi modesti, il che non guasta mai), notevole scelta di dessert, servizio di sicura professionalità.

Ristorante La Pobbia, via Gallarate 92, Milano, tei. 02/38006641. Chiuso domenica, ferie in agosto. Prezzo medio: L.60 mila (esclusi vini e servizio).

Cesare Pillon



Busecca e cazzoeula

NELL'ANTICA TRATTORIA FUORI PORTA

Nell'Ottocento era un'osteria con alloggio e stallazzo, l'ultima prima di entrare in Milano sulla strada del Sempione. Intorno la campagna. Oggi che la città continua a crescere è ormai circondata da massicci condomini, ma ha conservato l'aspetto e il carattere della vecchia trattoria fuori porta.

Si chiama "La Pobbia" (cioè il pioppo in dialetto milanese) e si trova in via Gallarate 94.

Intonaco rustico e legno alle pareti, caminetto, conduzione familiare, e cucina milanese, autenticamente ruvida e saporita come deve essere. Davanti ai fornelli si prodiga mamma Lina, cioè l'anziana vedova Anzaghi con il maggiore dei figli, Eugenio. L'altro, Renato, si occupa dei clienti.

Consiglia di cominciare con un invitante antipasto caldo: cotechino, zampone e mortadella di fegato (con accompagnamento di casalinghi sottaceti).

Poi si può partire con il risotto all'ubriaca (al barbera o al dolcetto) o con i maccheroncini alla paesana (piselli, pomodoro, funghi). Ma per incontrare i buoni sapori della tradizione preferirei ordinare i borlott e codegh (fagioli e cotiche), o la busecca con i borlott che va considerata un primo e servita nella scodella (giusta l'insegnamento dei vecchi milanesi).

A questo punto un bel rebus. Brasato al barolo o rostisciada? Coniglio al pomodoro e cipolle o lumache trifolate? Piatti tutti eccellenti, accompagnati dalla polenta che gli Anzaghi fanno ogni giorno. Non dimentichiamo, infine, la cazzoeula, cavallo di battaglia del locale: è meglio prenotarla.

Sui dessert non spendo parola. Dico soltanto: perché, già che ci siamo, non rispolverare i dolci casalinghi milanesi, la torta di mele, la torta paradiso, la crema di mascarpone o il semplice pan de mei o, infine, le ciacer di Carnevale (che è prossimo) ? Un vino robusto per innaffiare questi piatti. Meglio del Barbera d'Asti della casa, è un corposo Bonarda (S. Maria della Versa). Ma, a mio avviso, la cantina dovrebbe fare uno sforzo maggiore.

Ho mangiato: antipasto caldo, busecca, rostisciada, frutta, una bottiglia di Bonarda. Prezzo: 3.300. (" La Pobbia ", via Gallarate 94, tei. 305641. Aperto fino alle 24. Chiuso il lunedì).



Dal biscione alla lupa tra nebbie e soli

"LA POBBIA" ANTICA TRATTORIA MILANESE

Diceva Carlo Porta, del cui buonumore i milanesi sentono grande nostalgia: "El mangià e bev in santa libertà, in mezz ai galantomen, aj amis, / in temp d'inverna al cold, / al fresch d'estaa, / diga chi voeur, / l'é un gust coni i barbisi". I baffi si usano molto meno rispetto all'Ottocento, ci si limita a leccarsi le labbra, se avremo gustato a "La Pobbia" un invitante "risotto coi borlotti" oppure un "risott ciucch" (ubriaco). Sul riso le antiche trattorie milanesi bisogna lasciarle stare. E "La Pobbia", che vuoi dire il pioppo, in attività, pare, da due secoli e mezzo, vanta una bella serie di salubri minestre a base di questo cereale. Quando l'inverno con le sue brine morde le corde vocali di tenori e soprani in procinto di cantare alla Scala e li vedi scappar via di corsa intabarrati in sciarpe monumentali, arriva il momento della tanto decantata "casoeùla" o "cazzoeula" come dicono i capomastri dalle mani nodose e villose. Questo piatto robusto, che rammenta una Milano quasi agraria, circondata da orti e da cascine, o riesce un gran bene, e allora o un capolavoro, oppure delude completamente. Non offre una via di mezzo. Va fatta con le costine di maiale, scelte accuratamente, con la salsiccia, con i cavoli verza piuttosto grossi, colti al loro momento, dopo che han preso le prime gelate. Attenzione che la salsiccia sia di Monza (luganega) e che sia mischiata con qualche salamin de verz.

Secondo Carnacina le verza dovrebbero disfarsi, secondo altri autori restare croccanti. La "casoeùia" non deve essere grassa, bensì magra e densa con sugo leggermente appiccicoso per le proprietà gelatinose di cotenna e piedini. Qualcun altro vuoi metterci anche il prosciutto, fate vobìs, ma con prudenza. E leggeri col piedino e cotenna, son cambiati i tempi che la Ninetta del Verziere sfarfallava, facendo ingrullire gli osti della zona Duomo.

"La Pobbia" è condotta con ragionata prudenza, a difesa del discorso "cucina milanese" di buon stampo antico da Eugenio e Renato Anzaghi, due fratelli cresciuti nel mestiere. La cantina è curata da Egisto Guarnieri, il sommelier che opera nel locale da un paio d'anni. Attraente la carta dei vini. Vi leggiamo una frase che merita di essere riportata: "I nostri vini bianchi non recano l'indicazione dell'annata di produzione perché preferiamo presentarvi sempre l'annata migliore e la più recente." Se alla "Pobbia" sono di parola, indubbiamente il discorso è pertinente. Nei rossi, il Piemonte vi tiene il primo posto con varie voci tra migliori.



Restaurants&More - n° 1 - giugno 1999

Dal 1821 atmosfera suggestiva ed ingredienti sceltissimi
ANTICO RISTORANTE LA POBBIA


Da antica locanda della posta ad elegante ristorante.

Da antica locanda della posta ad elegante ristorante, dove la suggestiva atmosfera si unisce ad un accogliente e curato giardino estivo ed invernale, e a romantici camini dislocati anche nelle salette riservate.
La Pobbia vanta fin dal lontano 1821 una lunga tradizione nella storia della cucina milanese.

Gestita dal 1925 dalla famiglia Anzaghi, si distingue per la raffinatezza e l'alto livello di una cucina che non delude mai.

Pasta fresca fatta in casa, pesce sempre freschissimo, materie prime di altissima qualità sono, insieme alla estrema professionalità e affidabilità di Renato Anzaghi e dei nipoti Attilio e Roberto, gli ingredienti che hanno decretato il successo di questo ristorante di grande tradizione.

Varie e curatissime le proposte che spaziano dalla più genuina tradizione lombarda (ossobuco in gremolada, costoletta alla milanese, rostin negàa... ) a ricette d'alta cucina classica, a piatti più creativi, come il "caldo di mare al pesto", le originali "pappardelle alla Pobbia", il raffinato "risotto con polpa di granchio e zucchine", il gustoso "branzino con funghi porcini e patate", il delicatissimo "sorbetto di cocco e fragole".

Eccellente la cantina con ampia scelta delle migliori etichette italiane e straniere. Il ristorante dispone anche di una attrezzata sala riunioni.

Via Gallarate 92 Milano
Tei e Fax 02.38.00.66.41
Chiuso la Domenica